Disfunzione erettile, come diagnosticarla e sapere se si soffre di questo problema

In questo breve articolo cercheremo di riassumere le metodologiche correntemente utilizzate per verificare la presenza di questa insidiosa condizione clinica. Sarà necessario effettuare un’approfondita valutazione clinica, prendendo in considerazione i dati storici e comportamentali del soggetto, delle eventuali terapie precedentemente utilizzate per trarre le indicazioni necessarie per comprendere le cause, procedendo poi con gli esami specifici sulla base delle risultanze ed escludendo progressivamente le singole cause.

Sintetizzando questo intreccio di dati e risultati, si potrà giungere ad un quadro complessivo più chiaro, sulla base del quale procedere al consiglio della terapia più appropriata nel caso concreto.

Il primo test con il quale si può sapere se si soffre di deficit erettile, è quello del sangue e delle urine, sempre utile per comprendere le condizioni generali di salute e come esse possano aver interferito con il problema specifico. Eventualmente si potranno valutare i livelli ormonali nel sangue (ad es. DHT), sebbene sia molto rara la disfunzione erettile causata da livelli bassi di testosterone nel sangue. Si avrà riguardo dei livelli di colesterolo, glucosio e trigliceridi per valutare anche eventuali situazioni di stress. Valutando anche le urine e l’emocromo si riuscirà ad avere un quadro onnicomprensivo, rispetto alle possibili cause extra genitali che abbiano portato alla disfunzione erettile.

Il secondo test che si può effettuare per verificare la presenza di deficit erettile è quello di funzionalità erettile, con i quali si può valutare il flusso di sangue proveniente e defluente dal pene (arterioso e venoso), attraverso i circuiti della rete pelvica ed iliaca. Inoltre si valuta la conduzione degli impulsi nervosi all’interno dei circuiti del riflesso erettile a partire dai neurotrasmettitori, in seguito si valuta il tono muscolare dei tessuti molli e della zona perineale (muscoli importanti per il mantenimento dell’erezione completa).

Questo test può consistere in un’Ecografia Dinamica Peniena con la quale si può valutare la struttura e la velocità e la portata dei flussi del pene in stato flaccido ed in stato eretto, attraverso la dilatazione provocata con l’iniezione di papaverina o prostaglandina. Questo permette di verificare quanto tempo sia necessario per raggiungere l’erezione completa e la durata totale della stessa.

Come diagnosticarla disfunzione erettile

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In seconda battuta, ovvero in presenza di casi eccezionali o qualora i risultati dell’Ecografia non risultassero decisivi, si potrà procedere a Cavernosografia Dinamica, si effettua con una prima iniezione del mezzo di contrasto in stato flaccido ed in seguito il vaso dilatatore come sopra per registrare le immagini radiografiche del pene in erezione. In questa maniera si potrà avere una visuale complessiva dell’architettura strutturale dell’interno del pene. Qualora lo si ritenga opportuno si può valutare un’ulteriore Uretrografia retrograda per valutare eventuali vizi nella struttura dell’uretra.

In terza battuta si può verificare la reattività dell’organo genitale agli impulsi attraverso il test di conduzione dei nervi penieni. Sottoponendo il pene a stimoli, si può verificare il livello di conduzione, mentre il soggetto proverà a comprimere il glande e lo sfintere anale per verificare la funzionalità complessiva. In casi specifici si potranno utilizzare degli elettro stimolatori con elettrodi per valutare eventuali difetti di conducibilità. Ancora sottoponendo il pene ad una vibrazione elettromagnetica sui tessuti penieni si potrà verificare il grado di percezione delle vibrazioni. Se questa mancasse si potrebbe trattare di un vizio nella trasmissione dei nervi sensitivi superficiali.

Un ultimo test leggermente più invasivo è il NPT, ovvero la rilevazione delle erezioni notturne. Durante la fase REM, un uomo in buono stato di salute può avere dalle 4 alle 5 erezioni a distanza di 30 minuti l’una dall’altra. Qualora si rilevi l’evenienza di queste naturali manifestazioni di salute, si potrà tendere ad escludere una carenza di ordine organico.

Nella pratica vengono applicate delle fascette a strappo in grado di adattare la propria dimensione seppur in presenza di uno stress a diverse tensioni connesse ad un rilevatore, oppure con fascette molto deboli delle dimensioni del pene flaccido, che rompendosi mostreranno l’avvenuta erezione.

L’ultimo esame generale con il quale si può verificare il perché dell’impotenza del soggetto è l’esame della prostata e dei testicoli. Molti casi di DE sono provocati dalla congestione della prostata causata da infezioni o irritazioni, con conseguente modificazione dei flussi sanguigni o con la maggior velocità del deflusso di sangue dalla regione peniena con il risultato di erezioni inconsistenti e poco durature.